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venerdì 21 novembre 2008

Il guardiano di Sharea Suisra

Vado a comprare il tonno e la carta igienica da quello che oltre ad essere il nostro epicier di fiducia, è anche il maggiore interlocutore locale di questi mesi a Rabat. Si chiama Abdessalam, ventottenne di belle fattezze, ma soprattutto simpatico umorista e perfetto insegnante di dialetto. Nel mio darija zoppicante tento di raccontargli i giorni trascorsi a Beni Mellal e senza farci caso rimaniamo soli nel negozietto. Ed ecco che improvvisamente fa il suo ingresso il temibile guardiano di Sharea Suisra, un vecchio che ogni sera dopo una certa ora si sistema su uno sgabello davanti al ex Caffé Cappocino (!). Armato di radiolina e bastone, verosimilmente dovrebbe controllare la “pericolississima” zona in cui viviamo. Entra, fa un giro -praticamente su se stesso viste le dimensione dell’epicerie- guarda Abdelsalam in modo severo e se ne va senza proferire parola. Ashuma,sia mai che questi due giovani covino pensieri impuri... Abdessalam se la ride, io invece sento le guance arrossirsi, come se m’avessero beccato a fare chissà quale marachella. Saluto schiscia, salgo i quattro piani di scale pensando fino a che punto può arrivare il grado di controllo sociale. Beh significa che dovrò imparare a civettare in maniera più discreta.

domenica 6 luglio 2008

I guardiani di Zeitun

Ogni sera davanti casa nostra c’è grande vita. Da quando è arrivato il caldo verso le nove un signore si piazza con la sua sediolina proprio fra le due finestre delle nostra stanza. Fino alle due o alle tre chiacchiera amabilmente con qualche suo amico o con qualche studente fuorisede, in modo pacato ma costante, poi si mette a dormire, steso per terra, e la mattina scompare. I primi giorni pensavamo fosse in cerca di un po’ di frescura, ma ora che le notti meknessine non sono più così soffocanti lui è sempre lì, magari con l’aggiunta di qualche coperta. Ogni volta che chiudiamo le imposte ci viene da chiedergli qualcosa, chi è, perché sta lì, se ha una casa, perché una sera non si sposta 10 metri più in là…ma i misteri di zeitun non possono risolversi così. Ancora non abbiamo sciolto la questione di chi si cela di notte nel fiorino bianco parcheggiato di fronte casa. La nostra indagine ha portato finora ad un sospetto; il marito della roscia albina con bambino, nostra dirimpettaia, sembra coincidere con l’occupante del veicolo…chissà, di giorno grande armonia, di notte crisi coniugali? Forse non sopporta il pianto del pupo? O forse è solo uno dei tanti controllori del quartiere. Che anche l’uomo con la sedia svolga una funzione di ordine pubblico? Nel dubbio ci sentiamo davvero al sicuro…