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domenica 6 luglio 2008

I guardiani di Zeitun

Ogni sera davanti casa nostra c’è grande vita. Da quando è arrivato il caldo verso le nove un signore si piazza con la sua sediolina proprio fra le due finestre delle nostra stanza. Fino alle due o alle tre chiacchiera amabilmente con qualche suo amico o con qualche studente fuorisede, in modo pacato ma costante, poi si mette a dormire, steso per terra, e la mattina scompare. I primi giorni pensavamo fosse in cerca di un po’ di frescura, ma ora che le notti meknessine non sono più così soffocanti lui è sempre lì, magari con l’aggiunta di qualche coperta. Ogni volta che chiudiamo le imposte ci viene da chiedergli qualcosa, chi è, perché sta lì, se ha una casa, perché una sera non si sposta 10 metri più in là…ma i misteri di zeitun non possono risolversi così. Ancora non abbiamo sciolto la questione di chi si cela di notte nel fiorino bianco parcheggiato di fronte casa. La nostra indagine ha portato finora ad un sospetto; il marito della roscia albina con bambino, nostra dirimpettaia, sembra coincidere con l’occupante del veicolo…chissà, di giorno grande armonia, di notte crisi coniugali? Forse non sopporta il pianto del pupo? O forse è solo uno dei tanti controllori del quartiere. Che anche l’uomo con la sedia svolga una funzione di ordine pubblico? Nel dubbio ci sentiamo davvero al sicuro…

I nostri tavoli o "kulluna bhal bhal"

Abbiamo tre tavoli in casa. Fino a stamattina ne avevamo solo due, due tavoli tondi e bassi in legno di cedro, tavoli nazionali sufficienti perché fino a dieci persone ci si siedano intorno a gambe incrociate e affondino le dita in una tajine. Li abbiamo ereditati dalla vecchia casa di Alberto e Andrea.

E oggi, dopo mille ripensamenti, riunioni d’appartamento e calcoli sulle nostre possibilità finanziarie, ci siamo decisi per il grande passo: un tavolo di plastica da giardino, con tre sedie. Le nostre schiene iniziavano a supplicare.

Lo abbiamo trovato al suq della domenica di Sidi Bou Skri, il quartiere che confina con Zeitun. Si trova di tutto al suq … dalle poltrone da dentista alle sedie a rotelle, dalle zappe alle ciotole di denti umani (!) … e poi naturalmente montagne di vestiti usati accanto a montagne di meloni ben ordinati. Per chi ha un attacco improvviso di fame ci sono i carretti di lumache in brodo o gli spiedini, per chi ha sete un the o una spremuta d’arancia.

Ma torniamo al nostro tavolo. Dopo vari giretti e comparazioni di prezzi ci siamo decisi per l’offerta del vecchio signore distinto in jallaba. Abbiamo chiesto il prezzo al ragazzino, colto alla sprovvista si è rivolto al papà o padrone sussurrando “Nasara” (Sono cristiani). Il vecchio indicando Alberto gli ha risposto : “Dak muslim (quello è musulmano). Ha poi rettificato: “e comunque non importa … kulluna bhal bhal(siamo tutti uguali)”, e c’ha fatto un buon prezzo. Che lezione di vita al suq di Sidi Bou Skri!

venerdì 4 luglio 2008

Younes e l'acqua

A Meknès, anzi a Zeitun, l’acqua non esce dai rubinetti dalle undici di sera alle sette di mattina. Younes l’epicier dà due spiegazioni a questo razionamento, non capisco se sono alternative ed io devo scegliere quella che mi convince di più o se sono due cause che per coincidenza si sommano. La prima, più comprensibile, è che c’è un problema di contaminazione dell’acqua, una tubatura rotta, una cisterna infiltrata. La società dell’acqua sta facendo dei lavori e interrompe l’erogazione in determinati orari. La mattina l’acqua esce torbida, nel pomeriggio è apparentemente più limpida. Per dimostrarmene la potabilità, Younes mi chiede di passargli uno dei bicchieri che usa per la spremuta d’arance (1 dirham al bicchiere!), lo riempie con dell’acqua del rubinetto che tiene in frigo, da lui stesso appena imbottigliata, e mi invita a berla. La seconda spiegazione è che il governo vuole cambiare le abitudini dei propri cittadini … che la smettano di bivaccare, stare in piena attività fino alle tre, le quattro di notte per poi svegliarsi non prima di mezzogiorno, dell’una. Se gli si toglie l’acqua alle undici, magari per mezzanotte sono tutti a letto e riescono a svegliarsi per le sette e mezza - otto …. Come gli europei o i cinesi! Younes è un genio! Chissà se se le inventa lui queste storie … o il suo vicino o se è semplice saggezza di Zeitun! L’acqua è proprio il suo cavallo di battaglia. Notavo quanto si sta bene oggi a Meknès, fa freschetto, un bel venticello. Younes sostiene che l’estate è sempre così a Meknès, che Meknès ha il miglior clima del Marocco … e le acque più pure!!! Potrebbe continuare a parlarmi d’acqua per ore ma io devo scappare, Alberto ha fatto il Ragù e le tagliatelle stanno per scuocersi...

acque minerali in marocco

Una recente ricerca ha stabilito la classifica di purezza delle acque minerali marocchine; poche sorprese sul risultato: sidi ali ha sbaragliato la concorrenza, l’acqua del signor alì, proposta al pubblico di europei intimoriti dal rubinetto e dalla caraffona in una sobria e classica bottiglia senza fronzoli, ha un gusto sincero; da grande utilizzatore di acqua in bottiglia devo ammettere che in più di una occasione, quando la mia conoscenza dell’arabo marocchino era ancora limitata (ora invece potrei contrattare sul prezzo di una capra da monta) sidi ali mi ha salvato la vita, fungendo da surrogato del concetto stesso di bottiglia d’acqua, un po’ come kleenex per fazzoletti, o, per i francophones, mobilette per motorino. L’unico a non capire questa funzione della sidi ali sembra essere Younes l’epicier, che guarda caso è anche il solo commerciante di zeitun a non parlare una parola di francese; quando gli si chiede una sidi ali e lui non ce l’ha, invece di darmi una qualsiasi altra acqua comincia a snocciolare tutte le marche che affollano il suo frigorifero: sidi arazem (che purtroppo non è sul podio delle migliori) ain saiss, ain soltan e via dicendo… ain soltan è arrivata seconda; marca in grande ascesa ha puntato sul design per cercare di avvicinare l’inavvicinabile sidi ali; bottiglia ergonomica, grafica accattivante, colori vivaci; è buona, non c’è che dire, e la distribuzione sta facendo passi da gigante. Medaglia di bronzo per ain saiss; il marchio danone fa bella mostra di sé, e questo mi dà un po’ fastidio; ultimamente ha applicato una aggressiva politica di marketing, proponendosi ad un prezzo concorrenziale stampato sull’etichetta. Younes l’epicier me lo spiega ogni volta; sembra molto preoccupato quando per caso mi vende una bottiglia di una partita sulla quale non c’è lo sconto; non c’è modo di fargli capire che non c’è problema: mi deve far notare se sto pagando 4 oppure 5 dhiram (30 o 40 centesimi di euro) e motivare con la sua asciutta prosopopea incomprensibile il perché di questa abissale differenza. L’altra sera, colpiti alla sprovvista dalla mancanza di acqua a zeitun sono andato per comprarne un po’ ed è finalmente riuscito a vendermi il bottiglione da 5 litri di ain saiss, facendomi notare, calcolatrice alla mano, quanto stavo risparmiando. Ecco, l’unica nota positiva per ain saiss è che è l’acqua che più di tutte fa parlare Younes, e gli fa fare gesti assai divertenti.