Visualizzazione post con etichetta zeitun. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta zeitun. Mostra tutti i post

martedì 15 luglio 2008

Sveglia

La mattina non abbiamo bisogno di mettere la sveglia. Ci pensano in tanti a farci capire che è ora di alzarsi; il venditore di pomodoripatatezucchine è in genere il primo che lancia l’idea, seguito dal robivecchi, che esorta a veeeennndereeetuttooooo anche se non è disposto a pagare molto…quando proprio siamo pelandroni, cioè tutte le mattine, il nostro amico Mohamed VI pensa bene di inviarci uno o due elementi della sua aviazione, che con i loro caccia F 16 o 17 o 18, passano qualche millimetro sopra le nostre teste, incrociandosi a volte con l’urlo del carrettiere - cocomeraro. Una sinfonia mattutina alla quale abbiamo ormai fatto il callo, cercando di riconoscere, con gli occhi ancora impastati di sonno chi vende cosa. Confesso però che i primi giorni mi sarei voluto alzare solo per rincorrerli con qualche oggetto contundente in mano. La forza dell’abitudine è anche qualcosa di meraviglioso.

sabato 12 luglio 2008

Partenze e arrivi

Il cartello dice testualmente “Per favore … immigrazione in canada”. Ora, se è una sigla per qualche ufficio o qualche organizzazione, mi chiedo a chi possa essere venuta in mente, fatto sta che pare che molti a Zeitun seguano il consiglio alla lettera ... o quasi.

Fatima è la nostra vicina di casa, la padrona del tetto dove io e Karin abbiamo vissuto il nostro primo mese a Zeitun. Fatima è divorziata, ha quattro figli, tutta la sua famiglia vive in Belgio. Lei ha ottenuto il visto con un matrimonio di convenienza e tra venti giorni parte con il figlio più piccolo.

Quando ancora il visto non era arrivato mi diceva che non vedeva l’ora di andarsene, ora che è sicura di partire, mi dice che vorrebbe rimanere … che in fondo si sta bene a Zeitun … si vive bene in Marocco.

Ieri sono andata dal Qa’id, il capo della circoscrizione, per sbrigare una faccenda legata al prolungamento del visto e ho incontrato il figlio grande di Fatima che consegnava tutto un incartamento per l’ufficio immigrazione … ha preso il Bac e vuole proseguire gli studi in Francia.

Alberto ha fatto due chiacchiere con uno dei ragazzi che lavorano dal kebabbaro vicino casa. Uno di loro, che si fa grasse risate ogni volta che parliamo in darija, ha ottenuto la green card, e tra un mese se ne parte per gli States.

Tre delle nostre ex-coinquiline seguono corsi di lingua .. francese, spagnolo, tedesco, per poter partire e fare anche loro un mariage en blanc.

Ma non c’è solo gente che parte…

Dall’inizio di luglio per le strade di Zeitun, accanto alle Fiat Uno- petit taxi e alle mercedes fine anni settanta grand taxi sono spuntate tante belle e nuove macchine dalle targhe esotiche … belghe soprattutto, ma anche francesi, tedesche… e due italiane. Il nostro amico Mohammed sostiene che molti emigrati che tornano al paese fanno di tutto per mostrare la loro nuova ricchezza, e magari spendono un sacco di soldi per affittare bei macchinoni scintillanti che in realtà non si possono permettere. Chissà…qualcuno forse.

Il ritorno degli zeitunesi europei sicuramente ha portato con sé nuove mode: mai viste fino a due settimane fa tante braccia scoperte per le strade del quartiere.

C’è chi parte e c’è chi arriva per poi ripartire, anche noi fra poco, anche noi di sicuro torneremo.

domenica 6 luglio 2008

I guardiani di Zeitun

Ogni sera davanti casa nostra c’è grande vita. Da quando è arrivato il caldo verso le nove un signore si piazza con la sua sediolina proprio fra le due finestre delle nostra stanza. Fino alle due o alle tre chiacchiera amabilmente con qualche suo amico o con qualche studente fuorisede, in modo pacato ma costante, poi si mette a dormire, steso per terra, e la mattina scompare. I primi giorni pensavamo fosse in cerca di un po’ di frescura, ma ora che le notti meknessine non sono più così soffocanti lui è sempre lì, magari con l’aggiunta di qualche coperta. Ogni volta che chiudiamo le imposte ci viene da chiedergli qualcosa, chi è, perché sta lì, se ha una casa, perché una sera non si sposta 10 metri più in là…ma i misteri di zeitun non possono risolversi così. Ancora non abbiamo sciolto la questione di chi si cela di notte nel fiorino bianco parcheggiato di fronte casa. La nostra indagine ha portato finora ad un sospetto; il marito della roscia albina con bambino, nostra dirimpettaia, sembra coincidere con l’occupante del veicolo…chissà, di giorno grande armonia, di notte crisi coniugali? Forse non sopporta il pianto del pupo? O forse è solo uno dei tanti controllori del quartiere. Che anche l’uomo con la sedia svolga una funzione di ordine pubblico? Nel dubbio ci sentiamo davvero al sicuro…

Grazie Harcha!

Quando siamo tornati da Essaouira alcuni vecchi amici ci hanno fatto una sorpresa…appena arrivati a casa ci hanno accolto calorosamente, correndo da destra a sinistra e da sinistra a destra. Gli inquilini più anziani della casa – Camilla, Alberto e Karin – se li ricordavano bene, e li hanno riconosciuti subito, festeggiando con una gran danza la loro presenza…salta di qua salta di là abbiamo messo fine ai salamelecchi e cominciato a fare un po’ di pulizie…il gioco è bello quando dura poco, diceva un andante mammesco… l’idea geniale comunque ce l’ha data il nostro caro amico Harcha, che si è proposto di aiutarci con qualche sua alitata qua e là a rimettere tutto a posto.

venerdì 4 luglio 2008

Acima

Una settimana fa a Zeitun ha aperto il primo supermercato, si chiama Acima; ieri sera, siccome c’era il mio amico a cena, sono andato a comprare l’alcol, che quando sei qui non è più birra, vino, rhum o tequila ma è solo e soltanto alcol, roba forte, da nascondere in buste di plastica nera. Varcata la soglia delle mura stavo per essere travolto da un fiume di persone che attendevano di entrare da Acima; elegantissime guardie controllavano la fila straripante. Sono sicuro che c’è chi ha passato la notte davanti alla porta per poter essere il primo ad entrare stamattina; anche io per un attimo ho pensato che sarebbe stato bello entrare da Acima. Poi sono andato a comprare l’alcol da Marjane, che è un supermercato che si trova nel quartiere Marjane. Ora penso solo che sarebbe bello se Zeitun non diventasse mai il quartiere Acima.

Younes e l'acqua

A Meknès, anzi a Zeitun, l’acqua non esce dai rubinetti dalle undici di sera alle sette di mattina. Younes l’epicier dà due spiegazioni a questo razionamento, non capisco se sono alternative ed io devo scegliere quella che mi convince di più o se sono due cause che per coincidenza si sommano. La prima, più comprensibile, è che c’è un problema di contaminazione dell’acqua, una tubatura rotta, una cisterna infiltrata. La società dell’acqua sta facendo dei lavori e interrompe l’erogazione in determinati orari. La mattina l’acqua esce torbida, nel pomeriggio è apparentemente più limpida. Per dimostrarmene la potabilità, Younes mi chiede di passargli uno dei bicchieri che usa per la spremuta d’arance (1 dirham al bicchiere!), lo riempie con dell’acqua del rubinetto che tiene in frigo, da lui stesso appena imbottigliata, e mi invita a berla. La seconda spiegazione è che il governo vuole cambiare le abitudini dei propri cittadini … che la smettano di bivaccare, stare in piena attività fino alle tre, le quattro di notte per poi svegliarsi non prima di mezzogiorno, dell’una. Se gli si toglie l’acqua alle undici, magari per mezzanotte sono tutti a letto e riescono a svegliarsi per le sette e mezza - otto …. Come gli europei o i cinesi! Younes è un genio! Chissà se se le inventa lui queste storie … o il suo vicino o se è semplice saggezza di Zeitun! L’acqua è proprio il suo cavallo di battaglia. Notavo quanto si sta bene oggi a Meknès, fa freschetto, un bel venticello. Younes sostiene che l’estate è sempre così a Meknès, che Meknès ha il miglior clima del Marocco … e le acque più pure!!! Potrebbe continuare a parlarmi d’acqua per ore ma io devo scappare, Alberto ha fatto il Ragù e le tagliatelle stanno per scuocersi...

acque minerali in marocco

Una recente ricerca ha stabilito la classifica di purezza delle acque minerali marocchine; poche sorprese sul risultato: sidi ali ha sbaragliato la concorrenza, l’acqua del signor alì, proposta al pubblico di europei intimoriti dal rubinetto e dalla caraffona in una sobria e classica bottiglia senza fronzoli, ha un gusto sincero; da grande utilizzatore di acqua in bottiglia devo ammettere che in più di una occasione, quando la mia conoscenza dell’arabo marocchino era ancora limitata (ora invece potrei contrattare sul prezzo di una capra da monta) sidi ali mi ha salvato la vita, fungendo da surrogato del concetto stesso di bottiglia d’acqua, un po’ come kleenex per fazzoletti, o, per i francophones, mobilette per motorino. L’unico a non capire questa funzione della sidi ali sembra essere Younes l’epicier, che guarda caso è anche il solo commerciante di zeitun a non parlare una parola di francese; quando gli si chiede una sidi ali e lui non ce l’ha, invece di darmi una qualsiasi altra acqua comincia a snocciolare tutte le marche che affollano il suo frigorifero: sidi arazem (che purtroppo non è sul podio delle migliori) ain saiss, ain soltan e via dicendo… ain soltan è arrivata seconda; marca in grande ascesa ha puntato sul design per cercare di avvicinare l’inavvicinabile sidi ali; bottiglia ergonomica, grafica accattivante, colori vivaci; è buona, non c’è che dire, e la distribuzione sta facendo passi da gigante. Medaglia di bronzo per ain saiss; il marchio danone fa bella mostra di sé, e questo mi dà un po’ fastidio; ultimamente ha applicato una aggressiva politica di marketing, proponendosi ad un prezzo concorrenziale stampato sull’etichetta. Younes l’epicier me lo spiega ogni volta; sembra molto preoccupato quando per caso mi vende una bottiglia di una partita sulla quale non c’è lo sconto; non c’è modo di fargli capire che non c’è problema: mi deve far notare se sto pagando 4 oppure 5 dhiram (30 o 40 centesimi di euro) e motivare con la sua asciutta prosopopea incomprensibile il perché di questa abissale differenza. L’altra sera, colpiti alla sprovvista dalla mancanza di acqua a zeitun sono andato per comprarne un po’ ed è finalmente riuscito a vendermi il bottiglione da 5 litri di ain saiss, facendomi notare, calcolatrice alla mano, quanto stavo risparmiando. Ecco, l’unica nota positiva per ain saiss è che è l’acqua che più di tutte fa parlare Younes, e gli fa fare gesti assai divertenti.